Nuovo ospedale agli Erzelli, spunta la proposta di partenariato pubblico-privato di WeBuild
Slitta la funicolare. Il viceministro Edoardo Rixi «I tempi saranno compatibili con la costruzione dell’ospedale e del complesso di ingegneria. Oggi non servirebbe»





La rigenerazione urbana degli Erzelli quale occasione di sviluppo per l’intero territorio di Genova e della Liguria, all’insegna di una sempre più stretta interazione tra mondo del lavoro, alta tecnologia e Università, ricerca pubblica e privata. È questo il messaggio lanciato dal convegno organizzato oggi da Genova High Tech Spa per condividere con la città e gli stakeholder lo stato di avanzamento dei lavori al Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli, a cominciare dall’avvio dei lavori per la Nuova Scuola Politecnica dell’Università di Genova e dalle interlocuzioni con la Regione Liguria, ribadite nel corso dei lavori, per una proposta di partenariato pubblico-privato per la costruzione del Nuovo Ospedale del Ponente – Centro Nazionale di Medicina Computazionale. «Abbiamo per mesi ragionato con WeBuild che, proprio nei giorni scorsi, ha rotto gli indugi e ha manifestato a Regione Liguria la volontà di presentare una proposta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione dell’ospedale» ha detto Giuseppe Bonomi, ad di Genova High Tech.
Giorgio Loli, presidente di Genova High Tech ha aggiunto «La tanto attesa prospettiva di dare un sostanziale sviluppo al Parco Scientifico e Tecnologico di Genova è giunta a maturazione. È il momento di unire le volontà e gli sforzi di tutti per dare corpo a questa prospettiva in tempi brevi».
«La collina degli Erzelli si prepara a diventare una delle zone più all’avanguardia dell’intera Liguria – ha detto Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria -. In cantiere c’è uno sviluppo urbanistico che rappresenta il progetto bandiera del Pnrr nella nostra Regione, pronto a mettere l’uno di fianco all’altro due capitoli fondamentali per il futuro di Genova e di tutto il nostro territorio: la ricerca, rappresentata dal Politecnico di Unige, e la sanità, con la costruzione di un nuovo polo ospedaliero. Gli Erzelli saranno un polo high tech unico in Italia, in grado di unire salute e tecnologia, a beneficio di tutti i cittadini liguri: proprio per questo incontri come quello promosso da Genova High Tech, pensato per condividere con la collettività i progressi nei lavori di realizzazione, sono preziosi per far conoscere a tutti questo ambizioso progetto di rigenerazione urbana che cambierà il volto del Ponente di Genova».
Secondo Toti, al momento c’è solo una lettera di intenti da parte di Ght, che indica l’intenzione di proporre alla Regione un partenariato pubblico-privato per la realizzazione del polo ospedaliero di Erzelli. Toti ha dichiarato che una volta ottenuto il progetto, probabilmente intorno all’estate, poiché è necessario condurre uno studio di fattibilità tecnico-economica, e una volta attivati tutti i meccanismi di tutela per chi ha finanziato il progetto, si avrà un quadro economico dei conti che non dovrebbe discostarsi molto dai preliminari di progettazione.
Il presidente della Regione ha confermato che c’è l’interesse da parte di un gruppo privato ad affiancare il settore pubblico nel progetto Erzelli. Ha spiegato che la Regione ha elaborato un preliminare di progettazione del valore di 600-800 milioni, che include anche i laboratori universitari. Secondo il presidente, a seconda di come sarà realizzato, il partenariato prevede un canone d’uso, con una parte a carico della Regione e una parte a carico di alcuni privati che partecipano già al tavolo di definizione dei progetti di ricerca.
Sul possibile coinvolgimento di Webuild nel progetto, Toti non ha voluto sbilanciarsi, suggerendo di rivolgere la domanda a Ght. Ha aggiunto che una volta formalizzata l’offerta di partenariato, sarà possibile conoscere il consorzio d’impresa coinvolto e la sua forma. Ha menzionato che Webuild è coinvolta nella costruzione della diga e del terzo valico, ed è un partner importante. Alcune aziende del gruppo collaborano con il gruppo Percassi, che ha vinto l’appalto per la costruzione della Scuola politecnica. Toti ha sottolineato che Webuild è un partner diffuso della modernizzazione di Genova, e si immagina che possa esserci un interesse a creare una sinergia dal punto di vista produttivo.
«Erzelli vuol dire alta tecnologia, da sempre come amministrazione abbiamo creduto nello sviluppo di quest’area – ha detto il sindaco Marco Bucci -. Un luogo in continua trasformazione che nei prossimi anni diventerà sempre più un punto di riferimento per tutti i cittadini, gli studenti e i lavoratori. Il progetto di sviluppo degli Erzelli sarà in grado di scrivere il futuro della nostra città, creando un polo di attrazione per quella Genova del domani che immaginiamo e per la quale stiamo lavorando: una città con un’altissima qualità di vita, in cui sia bello e possibile studiare, lavorare e passare il proprio tempo libero».
Bucci, ha sostenuto che l’obiettivo stabilito nel 2004 è stato in parte deluso nel corso di questi vent’anni. Ha sottolineato che lo sviluppo non ha seguito il percorso previsto e che la speculazione edilizia sembra aver prevalso sulla volontà di creare un parco tecnologico adeguato, il quale è ancora carente. Pur mostrandosi soddisfatto per le decisioni dell’università di stabilirsi nella zona, per l’arrivo dell’ospedale tecnologico e dell’IIT, ha specificato che ciò non indica il pieno realizzarsi del sogno originale. Ha evidenziato la necessità di impegnarsi ulteriormente, sottolineando l’importanza di un piano industriale in grado di attrarre aziende del settore.
Il Sindaco ha precisato che la sua osservazione non è una critica, bensì un invito a considerare che l’obiettivo non è ancora stato pienamente raggiunto e che siamo solo all’inizio, sebbene con un considerevole ritardo rispetto al 2004. Ha espressamente dichiarato la sua fiducia nel fatto che, lavorando sodo come sempre, si riuscirà a conseguire anche questo obiettivo.
Bucci ha ricordato di essere stato tra i primi sostenitori della creazione del Parco tecnologico. Ha rivelato di aver iniziato nel 2004, insieme ad altri 50 azionisti, la costruzione di Erzelli, con l’idea di creare un villaggio scientifico e tecnologico. Ha ammesso che le aspettative erano diverse da ciò che è successo oggi, sebbene sia contento dell’esistenza di due edifici con numerose aziende. Ha inoltre menzionato il suo contributo nell’attrarre Liguria Digitale nella zona, anche se con qualche difficoltà, considerandolo alla fine un successo per tutti. Tuttavia, ha espresso il desiderio che fossero presenti un maggior numero di aziende nella zona.
Il viceministro del Mit, Edoardo Rixi, ha dichiarato a margine del convegno che i tempi previsti per la realizzazione della funicolare verso Erzelli saranno coordinati con la costruzione dell’ospedale e del complesso di ingegneria. Ha sottolineato che attualmente non vi è necessità immediata della funicolare e che l’obiettivo è quello di procedere in modo logico, evitando opere che rimangano incompiute. Ha assicurato che il cronoprogramma sarà armonizzato con le diverse realizzazioni.
Rixi ha evidenziato la preoccupazione del governo riguardo alla realizzazione delle infrastrutture prima che i complessi siano completati, affermando che il governo è presente anche per vigilare sui tempi. Ha ribadito l’impegno del governo nel creare connettività, compresa la realizzazione del sistema di collegamento con la stazione di Erzelli. Ha enfatizzato l’importanza di trasformare l’area in un polmone per la città, collegando l’università e la struttura ospedaliera alla rete autostradale e all’aeroporto, nonché all’intera regione.
Secondo il viceministro, è essenziale garantire la mobilità dei cittadini e l’accesso ai servizi in tempi rapidi per ottimizzare il sistema sanitario e migliorare la sostenibilità ambientale del trasporto. Ha sottolineato l’importanza di utilizzare appieno gli spazi, dopo tanto tempo impiegato per creare un’area verde, e ha definito la realizzazione delle strutture previste ma mai completate come una scommessa significativa.
«Il Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli è un investimento per il futuro di Genova e della Liguria, e l’Università è orgogliosa di esserne una protagonista – Federico Delfino, rettore dell’Università di Genova -. Siamo qui oggi, con tutti gi interlocutori istituzionali interessati, per parlare di un progetto che sta prendendo forma concreta e che è già parzialmente attivo. Il trasferimento della Scuola Politecnica in un contesto vivace di ricerca che si completerà con il Centro di Medicina Computazionale, frontiera d’avanguardia nel settore, rappresenta per studentesse, studenti, docenti, ricercatrici e ricercatori un’opportunità unica di crescita, di dialogo e di collaborazione con il tessuto produttivo. Sarà un modello virtuoso di ecosistema dell’innovazione, in grado di fare rete con contesti analoghi in ambito nazionale e internazionale».
«Amco è fortemente impegnata nel progetto Erzelli e sta investendo nel futuro e nel rilancio di Genova – ha dichiarato Andrea Munari, amministratore delegato dell’azienda -. Come unici creditori e finanziatori della società GHT, il nostro obiettivo è supportare questo ambizioso progetto di riqualificazione, creando valore anche grazie a una solida governance societaria, fondamentale per lo sviluppo industriale e l’equilibrio finanziario».
«Il GREAT Campus – Parco Scientifico e Tecnologico di Genova Erzelli diventerà non solo il nuovo distretto tecnologico di Genova ma una vera e propria Smart City, con una forte sinergia tra imprese, università, ospedale, centri di ricerca e formazione, un flusso continuo tra momenti di lavoro, di studio, di svago e di incontro – ha detto Giuseppe Bonomi -. La contaminazione tra diverse funzioni e un ambiente piacevole e ricco di stimoli favoriranno la creatività e la costituzione di nuove comunità e permetteranno di sviluppare spazi e servizi pensati per il lavoro, le famiglie e il tempo libero».
L’idea della realizzazione di un Parco Scientifico e Tecnologico agli Erzelli risale all’inizio degli anni 2000 e alla costituzione, da parte di un gruppo di imprenditori guidati dal prof. Carlo Castellano, della società Genova High Tech spa. Proprio GHT divenne infatti il soggetto promotore e attuatore del progetto di trasformazione della “collina dei containers” in un grande polo di ricerca e innovazione tramite la sottoscrizione, nel 2007, dell’accordo di programma con Comune di Genova, Regione Liguria e Università degli Studi di Genova che avrebbe gettato le basi per la più grande operazione di sviluppo immobiliare della Liguria per dimensione degli investimenti e volumetrie.
Già dal 2010 hanno trovato posto agli Erzelli alcune delle più importanti aziende high tech in ambito nazionale e internazionale quali Ericsson, Siemens, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Esaote, Liguria Digitale, per un totale di circa 25 realtà e 2mila addetti. Nell’area è presente una variegata serie di servizi: spazi per la ristorazione, un asilo nido montessoriano, un supermercato e una palestra. L’urbanizzazione dell’area oggi edificata è stata garantita dalla stessa GHT con un investimento effettuato di circa 50 milioni di euro per la realizzazione di viabilità di accesso e distribuzione, reti tecnologiche, nuovo acquedotto, rete fognaria e centrale termica di cogenerazione. A completare questa prima tranche di interventi anche un parco verde di circa 30.000 mq dotato di sistemi di sicurezza all’avanguardia, connettività wi-fi, servizi, area ludica per bambini e area fitness.
Il Nuovo Ospedale – Centro Nazionale di Medicina Computazionale
Nel 2019 GHT ha avviato l’iter autorizzativo del nuovo assetto urbanistico denominato “SAU 2019” che prevede l’inserimento di una nuova funzione inizialmente non prevista, quella sanitaria, per la realizzazione del Nuovo Ospedale del Ponente Genovese, sulla base dello studio di fattibilità con cui nel 2017 la Regione Liguria ha individuato proprio nella collina degli Erzelli l’area più idonea alla sua collocazione. La stessa Regione ha identificato il Nuovo Ospedale come “Progetto Bandiera” della Liguria, individuandolo come “Centro Nazionale di Medicina Computazionale” e ampliandone quindi le funzioni, non più solo ospedaliere, ma dedite anche alla ricerca sanitaria e tecnologica, con l’obiettivo di trasferire sulla clinica i risultati del calcolo computazionale, nonché il loro successivo sviluppo in fase prototipale.
In particolare l’opera sarà dotata di una struttura clinica destinata ad assicurare l’offerta ospedaliera per una vasta area con una dotazione di oltre 500 posti letto; un’area di ricerca, sede di laboratori di scienze computazionali, destinata alle attività di costruzione e valutazione in clinico delle applicazioni computazionali e delle tecnologie robotiche; un centro di ricerca tecnologica e scienze computazionali destinato alle attività di gestione e sviluppo dell’infrastruttura di calcolo e allo studio delle modellazioni dei dati computazionali e della loro gestione; un’area di officina di sperimentazione prototipi e sviluppo modelli applicati al settore biomedico. Tutte le funzioni del Nuovo Ospedale – Centro Nazionale di Medicina Computazionale conteranno sulla possibile sinergia con le attività industriali e ad alta tecnologia già presenti nel Parco.
La Nuova Scuola Politecnica dell’Università di Genova
L’Ospedale sarà collocato nel punto di massima accessibilità al Parco, in prossimità della stazione di arrivo della nuova Funicolare terrestre e in adiacenza all’altra principale funzione pubblica dell’area, ossia la Nuova Scuola Politecnica, per la quale è in fase di aggiudicazione l’appalto per i lavori del primo lotto: tale lotto riguarda cinque corpi di fabbrica destinati a laboratori per le attività di ricerca e sperimentazione e la viabilità privata di servizio agli edifici, per un valore di 90,3 milioni e durata prevista del cantiere di circa due anni e mezzo. Entro la fine del 2024 l’Università di Genova avvierà il procedimento di gara per la scelta dell’appaltatore del secondo lotto attuativo, relativo a dipartimenti e aule. Inoltre è in corso, a cura di Genova High Tech, la gara d’appalto per le opere di urbanizzazione, il cui termine ultimo per la ricezione delle offerte è il prossimo 5 aprile.
La superficie costruita complessiva dell’edificio dipartimenti e aule sarà pari a 55.000 mq, quella dei laboratori a circa 20.000 mq. L’estensione del sedime, comprensivo di tutti gli spazi aperti adibiti ad aree pedonali, verde, percorsi, parcheggi, è di circa 37.500 mq. Saranno complessivamente a disposizione, tra quelli in struttura ed esterni, 1000 posti auto e 700 posti moto. L’accessibilità verrà garantita da viabilità carrabili direttamente collegate ai parcheggi, dai percorsi pedonali connessi con il Parco verde e con gli ulteriori lotti del Parco Scientifico Tecnologico e dalla nuova Funicolare, la cui stazione di arrivo sarà collocata in prossimità dell’accesso principale della scuola. Nella Nuova Scuola Politecnica si insedieranno oltre 8mila studenti, 500 professori e ricercatori, per un investimento complessivo di circa 350 milioni.


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